Tempi Ibridi

Chi siamo

Tempi ibridi è un aggregatore di contenuti che racconta il cambiamento sistemico in atto. Una fase in cui le forme organizzative e i loro legami si ricombinano secondo modalità inedite e, inevitabilmente, molto fluide.

Osserviamo questo passaggio da un punto di vista privilegiato: quello delle soggettività nonprofit e d’impresa sociale, ovvero del comparto più dinamico della società italiana. Un settore che viene sollecitato da più parti ad assumere un ruolo guida, abbandonando la posizione periferica nella quale è stato fin qui relegato (e che spesso ha accettato).

Il blog propone contenuti inediti e versioni aggiornate di materiali già pubblicati dagli autori. E’ inoltre aperto a contributi proposti da chiunque sia interessato a questi temi. Per contattarci basta usare questo indirizzo di posta elettronica.

La “linea editoriale” è riassunta nelle categorie associate ai post:

  •  ibridazioni (processi di contaminazione tra profit e non profit, pubblico e privato, economia formale e informale…);
  •  asset comunitari (luoghi e contesti “materiali” che vengono rigenerati per finalità di interesse collettivo; per noi è il principale driver dell’ibridazione);
  •  valore condiviso (modalità collettive e plurali per produrre, redistruire e rendicontare valore sociale);
  •  cooperare (fuori dagli schemi giuridici e dagli steccati istituzionali; è il meccanismo che regola le relazioni tra attori diversi e che riemerge in forme nuove).

Infine la pagina risorse contiene libri, saggi, rapporti di ricerca e infografiche per approfondire i contenuti dei post.

Dimenticavamo: siamo Paolo Venturi e Flaviano Zandonai. Di mestiere proviamo a costruire e manutenere reti di conoscenza che realizzano innovazioni a elevato impatto sociale. E inevitabilmente tutto ciò chiama in causa nuove forme di collaborazione. Proprio quelle che caratterizzano questi nostri “tempi ibridi”.

P.S. In origine “tempi ibridi” era il titolo di un post di Luca Debiase pubblicato dalla rivista Nova. Luca ci ha gentilmente concesso di farlo nostro. Grazie!